Maniac - Attraverso gli anelli di dodici scuri (1994-2004) by De Gothia

Maniac - Attraverso gli anelli di dodici scuri (1994-2004) by De Gothia

autore:De Gothia [Sconosciuto]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Mostro di Firenze
pubblicato: 2003-12-31T16:00:00+00:00


CONCLUSIONE

L’omicida ha circa 25 anni nel 1968, quando partecipa all’omicidio Locci-Lo Bianco in qualità di comprimario, oppure quando viene a conoscenza del fatto da un parente o amico che ha la disponibilità della pistola e dei proiettili.

Comunque sia, impara che l’unico modo per fermare una “puttana” è ucciderla senza pietà, prima che riesca a rovinare il suo uomo e la sua famiglia, compreso suo figlio.

Nel 1974 ha circa 30 anni. Si innamora di Stefania Pettini, in modo delirante, in quanto non vi è, con lei, conoscenza diretta.

La delusione cocente, per averla vista assieme al fidanzato, tramuta il suo amore delirante in odio delirante. Gli viene in mente il delitto del 1968 e ritiene che sia un buon sistema per vendicarsi, perché Stefania è una “puttana” e “le puttane vanno uccise”. Così tira fuori dal nascondiglio pistola e proiettili e li usa a fini personali.

Dopo il 1974 l’uomo si isola dalla vita affettiva, non ricercando più storie sentimentali. Archivia l’omicidio di Rabatta ma, da allora, il suo odio nei confronti delle giovani donne aumenta sempre di più. La libertà sessuale e l’emancipazione femminile (anticoncezionali, divorzio, aborto), nonché l’ondata montante della pornografia, gli fanno capire che “le donne sono tutte puttane, nessuna esclusa”: per questo non sono mai state con lui, avendo solo valutato gli uomini sulla base della loro prestanza sessuale.

In questa situazione di esasperata misoginia, nell’Aprile 1981, l’uomo vede, in televisione, una scena, nel trailer di un film, “Maniac”, che gli fa tornare agli occhi, ed ancor più alla mente, ciò che lui stesso aveva fatto sette anni prima.

La cosa lo interessa morbosamente perché quel Maniac gli somiglia. Probabilmente cerca ed attende il film a Firenze ma, non arrivando esso in sala, fa ricerche e scopre che viene proiettato chissà dove, in una piccola città di provincia.

Ormai quel film è la sua ossessione e così lo va a vedere e ne resta sconvolto, ma anche eccitato perché lo psicopatico, Frank Zito, dice delle cose che lui ha sempre pensato. L’identificazione con lui è così perfetta.

È così che, allora, tira fuori di nuovo quella pistola e quei proiettili; prende il suo coltello e va, senza troppa preparazione, nel posto in cui sa di poter trovare, con certezza, ciò che cerca, a Roveta, in quanto, passando di lì ha visto il terreno pieno di profilattici usati e di fazzolettini di carta.

Così si apposta lì, in una notte senza luna, come nel 1974, per fare come Maniac, uccidere la coppietta ed asportare lo scalpo alla ragazza, ma non lo “scalpo di capelli” come al cinema, bensì lo “scalpo di pube”, che lo appaga di più mentalmente.

Dopo quel delitto, continua la sua vita regolarmente ma, ad ottobre, un fatto fa precipitare gli eventi: quel film, dopo tanti mesi, arriva a Firenze. Lui non resiste e lo va a vedere di nuovo una, due, tre volte, per inorgoglirsi nel sentir dire quelle frasi a Frank Zito, per fremere di piacere quando la sua lama scalpa le ragazze uccise ma, soprattutto, quando egli irrompe con violenza nelle effusioni dei due ragazzi in auto, massacrandoli.



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